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Fase 2: eventi, fiere e musei devono prepararsi e ripensare a nuovi spazi e strategie per il coinvolgimento del pubblico

di Style Different

 Dalle grandi fiere italiane come il Salone del Mobile e Vinitaly agli eventi internazionali come le Olimpiadi, fino alle mostre temporanee. Nelle scorse settimane si sono succedute incessantemente le notizie di fiere, eventi e mostre prima posticipate di qualche mese, poi rimandate al prossimo anno oppure convertite in una versione online. Notizie che arrivano in un contesto in cui musei, ristoranti e negozi stanno approcciando nuove strategie di vendita e comunicazione digitale per affrontare il lockdown. Il mondo del retail sta, infatti, potenziando i servizi di e-commerce e delivery, mentre i settori espositivi si rivolgono ai canali digitali per sviluppare nuove forme di fruizione per sopperire alla mancanza di una visita fisica. Inizialmente sono state adottate strategie di breve periodo guidate dall’urgenza che hanno portato online la fruizione di contenuti attraverso formati social come foto e dirette video. CWS Digital Solutions – azienda che fornisce soluzioni per l’evoluzione digitale delle aziende – spiega come prepararsi alla fase 2 in cui l’accesso agli spazi sarà graduale e controllato, e sarà necessario adottare un approccio innovativo di progettazione di spazi ed esperienze. Il mondo dell’exhibit design dovrà quindi comprendere il cambiamento in corso per sviluppare nuove progettualità senza perdere il valore dell’esperienza e la sostenibilità del settore.
 L’exhibit design onlife è una modalità di progettazione in cui le tecnologie digitali, l’AI (Intelligenza Artificiale) e l’IoT (Internet of Things), si integrano alle strategie di allestimento multimediale e di comunicazione digitale, creando ambienti fisici intelligenti e coinvolgenti. Inoltre, grazie a sistemi di smart digital signage come Livion, un prodotto sviluppato da CWS, sarà possibile monitorare accessi e consumi, al fine di garantire efficienza degli spazi e distanziamento sociale, oggi indispensabile. Grazie a questi sistemi si potranno, quindi, veicolare le persone verso luoghi a scarsa densità e gestire le code, accompagnando ad esempio i visitatori verso spazi d’attesa in cui l’offerta personalizzata proposta nello schermo consente di monetizzare i tempi morti. Parallelamente, grazie ad un design degli spazi integrato al concept allestitivo e alle strategie di comunicazione è possibile costruire un percorso di fruizione appagante. Nelle esperienze progettate in ottica onlife si crea una circolarità perfetta tra i diversi contesti d’interazione: da qualunque punto inizi l’esperienza, questa può proseguire in altri punti senza fratture. Questo genera non solo percorsi di “arricchiti” per il pubblico, ma aiuta anche gli organizzatori a misurarne i comportamenti e a rendere scalabili i prodotti culturali. Eventi, musei e mostre onlife sono infatti accessibili anche da chi è distante e possono essere fruiti ripetutamente, anche in modalità personalizzata.  
Il futuro dell’exhibit design sta nascendo, quindi, dalla convergenza tra progettazioni multimediali, piattaforme digitali e strategie engagement in ottica onlife. Organizzatori di eventi, responsabili museali, architetti e progettisti dovranno costruire un dialogo per fare convergere i bisogni emergenti di distanziamento sociale e di sicurezza con le opportunità tecnologie e le nuove strategie progettuali.

cws.it

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